L’ISOLA DEL TESORO

Esiste un posto dove tutte le cose hanno un senso(il tempo, il clima, gli uomini, le risorse, il territorio, la geografia).
E’ l’isola del tesoro del Parmigiano-Reggiano: una striscia di terra che comprende le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna (a sinistra del fiume Reno) e Mantova (a destra del fiume Po). Una zona fertile e produttiva dove ogni giorno, da secoli, nascono migliaia di forme di Parmigiano-Reggiano.

Ma perché proprio qui e come è nato?
Intorno all’anno mille i monaci benedettini e cistercensi bonificarono i terreni paludosi della pianura padana utilizzando molte vacche per il lavoro dei campi e per il traino degli aratri.
Molto ricca e copiosa era la produzione di latte al punto che i monaci studiarono un metodo per trasformare il latte, alimento deperibile, in un formaggio di grandi dimensioni, in grado di conservarsi nel tempo, che li avrebbe aiutati a superare i periodo invernali, dove le vacche cessavano la produzione, ed i periodi di carestie. Adottarono quindi la tecnica di produzione del formaggio alle grandi caldaie, dove avveniva, come oggi, la coagulazione del latte, la frantumazione in granuli e la cottura.
I monaci svilupparono la produzione nelle “grancie” (le fattorie) dell’abbazia di Parma, nei territori della valle tra Parma e Reggio Emilia, adatti per le risorse del terreno, estendendo poi la produzione alle province limitrofe.